Quindici anni fa Obama annunciò al mondo la morte di Osama bin Laden
Il capo di Al Qaida fu la mente degli attacchi dell'11 settembre 2001
Sono passati 15 anni dalla fatidica sera del 2 maggio 2011 quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annunciava che Osama bin Laden, il cervello degli attacchi dell'11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle e il Pentagono, era stato ucciso nei pressi di Islamabad, la capitale del Pakistan, in una operazione dei Servizi speciali Usa e grazie a informazioni di intelligence statunitensi. "Giustizia è stata fatta" disse Obama spiegando che Osama era stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. Osama bin Muhammad bin Awad bin Laden, più conosciuto come Osama bin Laden, era considerato il capo storico di Al Qaida. Il Dipartimento di Stato americano aveva messo una taglia di 50 milioni di dollari per la sua cattura ''vivo o morto''. Sotto lo sua guida Al Qaida cominciò una più organizzata ed efficace attività terroristica, ampliando via via il suo raggio d'azione, diventando un'organizzazione internazionale, con attività e radicamenti nel mondo intero, dall'Africa, all'Europa, agli Stati Uniti. Senza parlare dell'Asia, naturalmente. Il 23 febbraio del 1988, insieme ad altri quattro firmatari, tra cui l'emiro Ayman al-Zawahiri, Bin Laden firmò la prima 'fatwa', un proclama religioso in cui si sosteneva che ''uccidere gli americani e i loro alleati, civili e militari, è un dovere individuale per ogni musulmano che possa farlo in ogni Paese ove sia possibile''. In nome dell'Islam.
(Y.Rousseau--LPdF)