Verso pacemaker immunitari contro le malattie autoimmuni
'Farmaci viventi' contenenti cellule e sostanze che calmano il sistema immunitario in tilt
Verso lo sviluppo di 'pacemaker immunitari' con la funzione di modulare il sistema immunitario, contro le malattie autoimmuni: secondo lo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Science, si tratterà di 'dispositivi viventi' personalizzabili basati su cellule che 'calmano' il sistema immunitario 'in tilt' responsabile delle malattie. Lo studio è di Jeffrey Bluestone, co-fondatore e consulente scientifico dell'azienda Sonoma Biotherapeutics insieme a Fred Ramsdell, co-autore principale dello studio e vincitore del Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 2025. Questi peacemaker potrebbero contribuire al trattamento di diverse patologie, dal diabete di tipo 1 alle malattie neurodegenerative (come la sclerosi multipla), ripristinando la tolleranza immunitaria. Dal cancro al diabete, dalle infezioni croniche alle patologie cardiovascolari, neurodegenerative e riproduttive, l'infiammazione è sempre più spesso indicata come fattore scatenante di un'ampia gamma di malattie. Le cellule immunitarie chiamate cellule T regolatorie (Treg), impediscono ad altre cellule immunitarie di attaccare l'organismo, e sono quindi potenziali "farmaci viventi" che potrebbero essere adattati contro le malattie autoimmuni. L'attuale standard di cura per le malattie autoimmuni e il rigetto dei trapianti si concentra in genere sulla soppressione del sistema immunitario con farmaci potenti, spesso mirati a risposte immunitarie pericolose molto tempo dopo che si è verificato il danno tissutale. I pacemaker potrebbero ripristinare la tolleranza immunitaria, piuttosto che limitarsi a gestire i sintomi. Le strategie di combinazione offrono la strada più immediata, abbinando le cellule Treg a citochine o agenti immunomodulatori che ne aumentano la persistenza, ne rafforzano la funzione o riducono la pressione infiammatoria.
(F.Bonnet--LPdF)