Berruti: Mei, 'cambiò la storia dell'atletica italiana, il Paese si innamorò di lui'
"Ho chiesto che la nazionale possa gareggiare con un segno di lutto agli Europei"
"Se ne va un pezzo della storia più bella e più emozionante dell'atletica italiana. Sono personalmente affranto, perché con Livio mi legava un rapporto saldo di amicizia e di rispetto reciproco, nato dalla comune appartenenza allo sport e alimentato negli anni dalla stessa passione e dalla stessa determinazione. Quando pensiamo a Livio il primo ricordo è Roma 1960. Lo Stadio Olimpico, il pubblico italiano, quella corsa diventata eterna. Berruti che vola sui 200 metri e taglia il traguardo da campione olimpico. Quel giorno cambiò la storia dell'atletica italiana. Fu il primo azzurro capace di rompere il tabù della velocità alle Olimpiadi, dimostrando che anche un ragazzo italiano poteva salire sul gradino più alto del podio nello sprint mondiale. E lo fece in casa sua, davanti a un Paese intero che si innamorò di lui". Queste le parole del presidente Fidal, Stefano Mei, raggiunto dalla notizia a Birmingham, pochi minuti dopo la riunione di squadra degli azzurri impegnati da domani nei Campionati Europei. "Quella vittoria appartiene alla nostra memoria collettiva e soprattutto a quei bambini e quei ragazzi che, vedendo Livio correre, hanno pensato per la prima volta che anche loro potessero sognare - aggiunge Mei -. È stato un modello per generazioni di giovani. Ha saputo rappresentare al meglio l'Italia e l'atletica, dentro e fuori dalla pista. A nome mio, del Consiglio federale e di tutta l'Atletica Italiana, mi stringo alla famiglia di Livio e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Quando mancano poche ore all'inizio degli Europei di Birmingham - conclude Mei - ho chiesto alla European Athletics che la Nazionale italiana possa gareggiare con un segno di lutto sulla maglia nella prima giornata di competizioni".
(E.Beaufort--LPdF)