"Terra Sonans", Enzo Avitabile e la musica del dialogo tra culture
A Santa Maria Capua Vetere 6 concerti con artisti internazionali dal 9 al 13 settembre
(di Angelo Cerulo) Creare connessione culturale fra più realtà - come Mediterraneo, Africa, Oriente, Napoli - attraverso anche innovazioni e nuovi linguaggi e celebrare l'amore per le differenze con la musica e i testi, in un luogo unico, nel segno dell'inclusione, dell'accoglienza, del dialogo. Vuole essere questo, utilizzando il pensiero dell'artista Enzo Avitabile, il festival "Terra Sonans-Arte, cultura e vox populi" in programma dal 9 al 13 settembre nell'Anfiteatro Campano (uno dei più grandi dell'antichità romana) di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e presentato oggi a Napoli nella sede della Regione Campania con la partecipazione dello stesso cantautore e polistrumentista partenopeo (direttore artistico della kermesse), dell'assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia, della direttrice regionale Musei nazionali Campania, Luigina Tomay e del sindaco della città sammaritana Antonio Mirra. L'Anfiteatro Campano, dunque, simbolo di storia millenaria e memoria collettiva, diventa oggi "spazio vivo d'incontro tra culture, suoni e visioni". Un viaggio musicale, ideato da Avitabile, che attraversa continenti e tradizioni, storie e culture. Promosso e finanziato dalla Regione attraverso Scabec e prodotto da Black Tarantella in collaborazione con il ministero della Cultura e Comune di Santa Maria Capua Vetere, il festival prevede 6 concerti ad ingresso gratuito, con artisti internazionali. Tra gli ospiti la statunitense Dee Dee Bridgewater, i maliani Salif Keïta e Rokia Traoré, il norvegese Jan Garbarek con l'indiano Trilok Gurtu, gli iraniani Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni, oltre allo stesso Avitabile protagonista di 'Rotte Clandestine', progetto live insieme con Daby Touré, cantante e musicista mauritano, naturalizzato francese. "Il nome stesso, Terra Sonans, richiama l'idea di una terra che vibra, che parla attraverso i suoni delle culture del mondo. Partecipare a questo festival significa vivere un'esperienza immersiva tra arte e storia, un momento di condivisione collettiva, un ponte tra identità locali e culture globali", ha detto Avitabile.
(H.Leroy--LPdF)